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Il buco di Roma, 16 domande e 16 risposte

27 giugno 2008 Domande e risposte

Nei giorni scorsi la destra, in particolare il presidente del Conisglio Silvio Berlusconi e il sindaco di Roma Gianni Alemanno, ha sollevato una assurda quanto infondata polemica contro il segretario del PD Walter Veltroni, reo, secondo loro, di aver lasciato le casse della Capitale ingolfate di debiti nascosti. Un'accusa, puntualmente smentita, che alla fine si è ritorta contro coloro che ne hanno irresponsabilmente e inutilmente fatto un'arma di denigrazione politica e personale.

Ecco tutta la verità sulla vicenda. Leggi il testo che segue ed invialo a 5 amici!

Esiste un buco di bilancio a Roma?
No. Si è lanciato un allarme sommando voci che non è corretto sommare e agitando il volume del debito, che purtroppo grava da decenni sulla nostra città, come se fosse una voragine aperta in poco tempo. Il debito è, come si sa, uno stock che si accumula nel tempo, e non un deficit, dunque per definizione non è un buco.
Allo stesso modo si è puntato il dito contro il comune di Roma per la mancanza di liquidità che è determinata, come spiegano gli stessi ispettori della Ragioneria generale dello Stato, dai mancati trasferimenti che la Regione Lazio deve al Comune per il finanziamento del trasporto pubblico locale. Sono finanziamenti che la regione Lazio non eroga perché sommersa ancora dal disavanzo sulla sanità aperto negli anni 2001 – 2005. Una difficoltà di cassa aggravata anche dalla immediata realizzazione della promessa elettorale di abolizione dell’Ici che ha tolto un incasso certo e immediato alle casse comunali: 200 milioni di euro che sarebbero entrati in questi giorni e altri 200 milioni a dicembre.
Il livello del debito è pari a 6,874 miliardi di euro alla fine del 2007.

Sono state attivate altre aperture di credito?
Sono state attivate linee di credito, così come previsto dalla legge finanziaria del 2005, per 1,277 miliardi di euro, destinate alla realizzazione delle infrastrutture di trasporto e in particolare delle nuove linee della metropolitana.

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In che modo pensate di incentivare la sicurezza sul lavoro?

9 aprile 2008 Domande e risposte
 50 domande e 50 risposte per chiarire i dubbi degli amici che vuoi convincere a votare PD in vista delle elezioni del prossimo aprile. Una domanda e una risposta ogni giorno. 

In che modo pensate di incentivare la sicurezza sul lavoro?

E’ inammissibile la perdita di tre vite umane al giorno.
Esistono già leggi, regolamenti e disposizioni, ma non adeguati controlli.
Nel dettaglio, come è possibile intervenire per evitare le ricorrenti stragi: investire in attrezzature, dispositivi personali di sicurezza, corsi di formazione e di aggiornamento, determinare con quali fondi e quali gli oneri, a carico di chi, e le possibili coperture.
Dall'inizio dell’anno ci sono stati oltre 200 morti sul lavoro. Sono numeri che non permettono più di parlare di tragiche fatalità ma di una vera e propria guerra non dichiarata. Per questo è necessario premiare chi investe in sicurezza. Il PD si impegnerà a garantire la gestione e la corretta applicazione delle norme. Oggi paghiamo lo scotto della mancanza di coordinamento. Bisogna creare un'unica Agenzia Nazionale per la sicurezza sul lavoro, un luogo di indirizzo e coordinamento per l'attività ispettiva, preventiva e repressiva. Non dovrà essere l’ennesimo carrozzone, l'attività dell'Agenzia servirà a mettere in campo dei premi per le imprese che investono in sicurezza, agendo sul livello della contribuzione. Al tempo stesso, una quota delle risorse del surplus INAIL deve essere utilizzata per aumentare gli indennizzi ai lavoratori infortunati e per aggiornare le tabelle delle malattie professionali. E poi servono controlli, dobbiamo essere inflessibili con chi assume i lavoratori in modo irregolare. I lavoratori in nero sono i più esposti al rischio infortuni.
Anche alla luce dell'esperienza applicativa della norma sulla sospensione dell'attività per le imprese con oltre il 20% di lavoratori irregolari, vanno premiate le imprese che accolgono l'invito a regolarizzarsi e a rispettare i contratti, come prevedono le intese realizzate tra governo e parti sociali negli ultimi 18 mesi. L'obiettivo finale è avere "cento protocolli di civiltà", uno per ogni Provincia, in cui costruire le condizioni concertate per l'emersione.

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permalink | inviato da wolontari il 9/4/2008 alle 8:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa


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Le associazioni dei consumatori chiedono ispezioni mirate ai commercianti per punire ricarichi eccessivi. Giusto o sbagliato?

8 aprile 2008 Domande e risposte
50 domande e 50 risposte per chiarire i dubbi degli amici che vuoi convincere a votare PD in vista delle elezioni del prossimo aprile. Una domanda e una risposta ogni giorno. 

Le associazioni dei consumatori chiedono ispezioni mirate ai commercianti per punire ricarichi eccessivi.
Giusto o sbagliato?


Trasparenza e concorrenza, infrastrutture di logistica, aggregazione dell’offerta (produttori agricoli), accorciamento delle filiere.
Nel mercato dei generi di primissima necessità (quelli del paniere dei pensionati, per Intenderci) queste sono le misure necessarie.


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Il Pd ha promesso, già alle prime sedute del governo, iniziative a sostegno dei giovani, salari d’ingresso e tagli all’Irpef: dove crede di trovare adeguata copertura finanziaria?

7 aprile 2008 Domande e risposte
50 domande e 50 risposte per chiarire i dubbi degli amici che vuoi convincere a votare PD in vista delle elezioni del prossimo aprile. Una domanda e una risposta ogni giorno. 

Il Pd ha promesso, già alle prime sedute del governo, iniziative a sostegno dei giovani, salari d’ingresso e tagli all’Irpef: dove crede di trovare adeguata copertura finanziaria?

Il nostro Programma elettorale, reso pubblico ormai da giorni, fa dell’«etica della sostenibilità» uno dei suoi fondamenti. Dopo tutto le prime due azioni di governo proposte per rilanciare la crescita di qualità del Paese
(«Spendere meglio e meno» e «Per un fisco amico dello sviluppo») non sarebbero credibili se non fossero sorrette da una robusta sostenibilità finanziaria.
Già uno studio del Sole 24 Ore ha evidenziato come il nostro programma in materia di economia sia più credibile, dal punto di vista dei costi e delle
coperture, di quello del Pdl.
Innanzitutto, intendiamo continuare sulla strada del recupero dell’evasione fiscale, uno degli elementi determinanti della politica economica del Pd; con
l’evasione fiscale, oltre al danno prodotto alle casse dello Stato e dunque ai servizi per i cittadini, si falsa la concorrenza tra le imprese e si alterano le regole del mercato.
Il Pd intende agirà poi con determinazione sulla riduzione dei costi della politica, dalla riduzione del numero dei parlamentari, nuove regole più moderne e trasparenti per il finanziamento pubblico dei partiti, alla soppressione degli enti inutili, alla pubblicazione degli albi dei consulenti.
Si può fare.
 


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Stipendio minimo ai precari, dove troverete le risorse?

4 aprile 2008 Domande e risposte
50 domande e 50 risposte per chiarire i dubbi degli amici che vuoi convincere a votare PD in vista delle elezioni del prossimo aprile. Una domanda e una risposta ogni giorno.

Stipendio minimo ai precari, dove troverete le risorse?

La nostra proposta non riguarda le casse dello stato. Noi abbiamo detto che in Italia come già avviene in 23 paesi della Ue venga fissato un compenso minimo legale. Vuol dire che il lavoro e le collaborazioni economicamente
dipendenti (ovvero i precari a tempo pieno) non possono essere pagati meno di 1000 euro al mese. Per noi si tratta di una questione che riguarda la dignità del lavoro e un freno ad una precarietà infinita che non ha nulla a che vedere con la necessaria flessibilità del lavoro. Quindi, ripeto, nessun costo ricade sulle casse dello Stato.


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Qual è la vostra idea di un fisco amico? Anche lei sostiene la necessità di tagliare le tasse, ma per fare questo bisogna anche tagliare la spese. Qual è la vostra ricetta?

3 aprile 2008 Domande e risposte
50 domande e 50 risposte per chiarire i dubbi degli amici che vuoi convincere a votare PD in vista delle elezioni del prossimo aprile. Una domanda e una risposta ogni giorno.


Qual è la vostra idea di un fisco amico? Anche lei sostiene la necessità di tagliare le tasse, ma per fare questo bisogna anche tagliare la spese.
Qual è la vostra ricetta?

Sul fisco abbiamo presentato una serie di misure precise. Proponiamo di intervenire immediatamente su salari e stipendi che hanno pagato il prezzo più alto in questi anni. Poi a partire dal 2009 possiamo iniziare a tagliare l'Irpef di mezzo punto il primo anno e di un punto l'anno nei due anni successivi.
So bene che un intervento come questo ha bisogno di risorse, noi abbiamo indicato due misure: recupero dell'evasione fiscale e insieme un taglio serio della spesa pubblica attraverso una riorganizzazione e uno snellimento dell'amministrazione pubblica. Riducendo le provincie, accorpando la rappresentanza sul territorio del governo. Dalla nostra parte abbiamo i risultati conseguiti sia in termini di lotta all'evasione che di riduzione della spesa.


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